F.A.Q.

Nella teoria del franchising con tale espressione si intende una o più unità in cui il l’affiliante testa il format completo dell’attività che intende sviluppare attraverso il sistema franchising.

Assolutamente si. Essere disoccupati, avere esperienza pregressa nell'ambito di un settore lavorativo  e voler avviare un'attività in proprio, rappresentano proprio i tasselli fondamentalo per beneficiare delle agevolazioni previste dal D.lgs. 185/2000. Tali agevolazioni prevedono contributi a fondo perduto in ragione del 50% dell'investimento ritenuto ammissibile.

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La prima cosa che si deve fare è visitare un punto affiliato e magari parlare con i proprietari e chieder informazioni sull'andamento dell'attività e perchè no sui rapporti che si hanno con la casa madre.

Successivamente far analizzare il contratto di franchising e la documentazione a corredo fornita dal franchisor, anche con l'iuto di un esperto del settore, può dare maggiori garanzie a procedere verso la strada dell'affiliazione.

Sicuramente se ci si affilia ad un marchio consolidato sul mercato che gode già di una notevole popolarità può essere una marcia in più verso il successo. Tuttavia non bisogna però  pensare  che l'attività cammini da sola.I n ogni caso si tratta comunque di un'attività in proprio e ciò significa grande sacrifici, costanza, serietà impegno a profusione.

Certo, ogni contratto di franchising solitamente prevede una durata minima stabilita in esso e che varia a seconda delle aziende. Nella maggior parte dei casi si va da un minimo di tre anni ad un massimo di 10.

Cara Giovanna,  attraverso le misure del Lavoro Autonomo e della Microimpresa è possibile comunque richiedere le agevolazioni, anche se si tratta di un franchising non convenzionato con Invitalia.

Se vuole , può contattarci per ricevere una consulenza mirata all'ottenimento di tali agevolazoni.